Fisioterapia Domiciliare a Roma

Quando il mal di schiena colpisce i più piccoli.

Il peso dello zaino scolastico è responsabile del mal di schiena nei ragazzi?

 

Passando fuori da una scuola spesso vediamo dei bambini  portare sulle spalle degli zaini che sembrano sproporzionati rispetto alla loro statura.

Nei nostri ricordi d’infanzia ci sono questi zaini pieni di libri, molto pesanti e fastidiosi da portare.

Negli ultimi anni sono stati svolti molti studi sia per quanto riguarda la correlazione peso dello zaino – statura del bambino e sia per quanto riguarda il modo di indossarlo.

Le Ricerche

La fascia di età prevalentemente analizzata è quella che va dai 12 ai 18 anni.

Negli studi inerenti la correlazione peso zaino- statura sono emersi valori interessanti; le ricerche riportano una percentuale circa del 74,4% di studenti che presentavano dolori alla schiena.

È stato inoltre possibile rilevare un aumento di questa percentuale nelle bambine, nei ragazzi che presentavano una più elevata massa corporea e negli studenti più esili.

In particolare in questa fascia d’età, corrispondente al massimo accrescimento in altezza dei ragazzi, il peso eccessivo dello zaino, può diventare un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo di scoliosi e cifosi

Purtroppo,  non dipendendo dalle scelte del soggetto interessato, ma da quelle imposte dalla scuola,  risulta molto complicato modificarlo, anche se sarebbe meglio alleggerirlo il più possibile.

 

Come indossare lo zaino

 

Per  il modo di indossare lo zaino, è stato osservato che il posizionamento più corretto sia quello bilaterale, che garantisce lo scarico assialmente alla colonna vertebrale risultando quindi meno dannoso per il soggetto.

In termini meno formali è consigliato far indossare lo zaino al bambino su entrambe le spalle adattando le cinghie in modo tale che la parte più alta dello zaino sia alla stessa altezza delle spalle.

Sappiamo che è molto difficile riuscire a rispettare diligentemente tali comportamenti, a volte sono inevitabili come per il caso di una bambina esile costretta a portare uno zaino molto pesante sulla schiena, per questo motivo ci teniamo a rassicurarvi.

Consultatevi con un fisioterapista esperto, attraverso una fisioterapia mirata alla correzione della postura e attraverso degli esercizi di potenziamento muscolare è possibile intervenire, risolvendo o limitandone i danni.

Tale studio era incentrato principalmente sui più piccoli ma vale un discorso abbastanza simile anche per gli adulti.

 

Schiena Dolore da un Lato

Da cosa dipende il dolore da un solo lato della schiena?

Il dolore da un solo lato, nella parte bassa della schiena: “mal di  reni” come viene comunemente descritto, può avere diverse origini.
Può dipendere dai muscoli, dalle articolazioni, dagli organi interni, dalla colonna vertebrale.
Le lesioni muscolari, le contratture e il dolore renale sono le cause più frequenti di mal di schiena da un solo lato.
Dato che il mal di schiena è un sintomo troppo generico la localizzazione del dolore è di grande aiuto nella diagnosi e per la cura.
La sensazione di dolore che colpisce i fianchi potrebbe provenire dalla regione dei glutei o dall’articolazione dell’anca.
La sofferenza proveniente dagli organi interni potrebbe essere provocato dall’intestino, dalle ovaie, dall’utero, dai reni o dal pancreas.
Il malessere percepito può essere avvertito come un dolore sordo, bruciante o lancinante a secondo dei motivi.

 

Dolore di origine muscolare

 

 

La lombalgia ha spesso una origine muscolare, si tratta  di lesioni  che possono interessare le vertebre, i legamenti, le cartilagini di tutta l’area.

Queste lesioni si possono produrre per sforzi eccessivi, movimenti bruschi e posture scorrette, soprattutto quando sono protratte per lungo tempo.

Bisogna chiarire che non si tratta di strappi muscolari, questa definizione viene usata spesso a sproposito per definire il dolore muscolare, il vero strappo è una interruzione nella continuità del muscolo, quindi una autentica rottura. Tutto il resto rientra nelle lesioni minori, contratture e stiramenti.

 

Discopatia

 

Una discopatia, cioè una sofferenza del disco vertebrale, chiamata anche protrusione e l’ernia del disco può causare dolore centrale o da un lato della schiena.

Una discopatia può svilupparsi per un trauma improvviso o lentamente negli anni.

Quali sono i sintomi cui prestare attenzione?

Aggravamento dei sintomi sotto carico, quando si cammina.

Dolore da un solo lato della schiena che si irradia al gluteo e alla coscia.

Parestesie alla gamba dolorante.

Infezione renale

 

 

Un dolore sordo che colpisca la parte bassa della schiena potrebbe essere il sintomo di una infezione renale.

Una infezione ai reni può originare da una infezione alle vie urinarie che risalgono fino all’apparato renale.

Quali altri sintomi andare a ricercare? Urine scure e con presenza di sangue, febbre, nausea.

 

Calcoli renali

 

 

I calcoli renali sono delle formazioni dure che possono formarsi all’interno del rene.

Quando uno di questi “sassolini” si stacca e inizia il suo percorso verso l’espulsione attraverso l’uretere può causare dolore lancinante, le cosiddette coliche renali.

Può essere presente sangue nelle urine, febbre e dolore nell’urinare.

Le cause della formazioni di calcoli sono sempre difficili da chiarire, certo è invece che bere abbondantemente, ovvero avere urine molto diluite è una valida terapia per la prevenzione dei calcoli urinari.

 

 

Dolori mestruali

 

 

Anche i dolori mestruali possono causare lombalgia il dolore proveniente da utero e ovaie può irradiarsi nella parte posteriore dell’addome e causare tensione e dolore.

Il dolore può anche irradiarsi alle gambe e quindi coinvolgere addome, schiena, gambe.

E’ sempre opportuno consultare un medico in caso di dolori molto forti e persistenti per escludere endometriosi.

 

 

Trattamento

 

Il mal di schiena lombare può avere molte cause che necessitano di accurate ricerche per una chiara diagnosi e poter intraprendere una terapia risolutiva.

Il medico potrà decidere approfondimenti che potranno essere analisi del sangue e delle urine, risonanza magnetica, radiografie ecc, oppure inviare ad uno specialista.

Come comportarsi se si tratta di un dolore occasionale, non molto intenso e che non faccia sospettare qualcosa di più serio?

Riposo, che non significa stare a letto ma limitare le attività più faticose, evitare di restare in piedi a lungo e di sollevare pesi.

Massaggio decontratturante, tens eventualmente che aiuta a ridurre il dolore e riprendere le attività.

Riguardo agli antiinfiammatori locali o sistemici è importante chiarire che il parere del medico va sempre sentito, soprattutto se si stanno prendendo altri farmaci.