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Linfodrenaggio e Gravidanza

Linfodrenaggio e Gravidanza 1

I mesi della gravidanza, in media nove, sono considerati tra i più delicati nella vita di una donna.

Il corpo cambia ed ospita una nuova vita: un aumento di peso è normale, del gonfiore diffuso soprattutto nella parte inferiore del corpo accompagnato da ritenzione idrica.

 

Cosa consigliamo?

Un trattamento delicato, pre e post parto, anche per aiutare nella ripresa. Il linfodrenaggio,  il metodo Vodder è il più indicato. Si possono ottenere ottimi risultati in brevissimo tempo.

Come funziona?

Favorisce il rilascio e il flusso dei liquidi trattenuti dal corpo. Aiuta a sgonfiare le zone interessate, come gambe e caviglie. Mantiene il sistema linfatico in equilibrio, i capillari elastici e la pelle omogenea.

Quando iniziare?

Dal terzo mese di gravidanza in poi è il metodo più indicato.

Perché dal terzo mese? I primi mesi sono delicatissimi per la salute del feto.
A chi affidarsi?
Ad un professionista del linfodrenaggio. Il corpo della futura o neomamma, è delicato e va trattato nel modo giusto.

Linfodrenaggio e Gravidanza

 

Vi consigliamo la lettura di un precedente articolo, come trattare la cellulite 

 

 

Linfodrenaggio

Pazienti oncologici e Linfodrenaggio 1

Cos’è il linfodrenaggio?

È una tipologia di massaggio manuale, serve a drenare i liquidi linfatici dai tessuti.

E’ praticato sia per finalità estetiche, per sgonfiare le adiposità , per migliorare l’elasticità della pelle, renderla più compatta, esteticamente più bella e sia per finalità curative, importante per i pazienti con gonfiori localizzati, problemi circolatori, conseguenze di interventi ai linfonodi . . .

Il linfodrenaggio è una pratica sicura per i pazienti oncologici?

La risposta è si, è una pratica sicura.

Secondo le evidenze degli studi non è controindicata, ma addirittura è considerata benefica per persone che in seguito a cure oncologiche hanno sviluppato gonfiore alle gambe o ad altre parti del corpo.

Esistono varie tipologie di linfodrenaggio, quale consigliamo?

Il metodo Vodder attualmente è considerato uno dei più validi. E’ una pratica molto efficace, adatta a drenare la linfa dalla periferia del corpo al cuore.

Differisce dalle altre tipologie di linfodrenaggio per la sua specifica manualità; quando viene praticato correttamente manifesta i suoi benefici al livello dei tessuti superficiali, non toccando la fascia muscolare.

Il metodo Vodder

La metodologia prevede delle pressioni circolari, a bassa pressione, con movimenti lenti, armonici, finalizzati al rispetto del deflusso linfatico. Tali movimenti servono a far scorrere la linfa nella direzione dei flussi ematici, la loro ripetizione ha come obiettivo la diminuzione della pressione e quindi un drenaggio della linfa.

Le zone del corpo più interessante normalmente sono gli arti superiori ed inferiori.

A chi rivolgersi?

A professionisti altamente specializzati nel metodo Vodder.

Chi altro può trarne beneficio?

In realtà, chiunque!

Utilissimo per migliorare il funzionamento del sistema immunitario, il metabolismo, l’aspetto cutaneo, riduce i gonfiori, ha un effetto rilassante, stimola la microcircolazione . .

 

Linfodrenaggio

 

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e “portare la borsa su una spalla può causare la contrattura del trapezio?”

Trattamento scoliosi

La Scoliosi 1

La Scoliosi è un’anomalia della colonna vertebrale, nello specifico si tratta di una curvatura.

Chi colpisce?

Può colpire chiunque a prescindere dal sesso, generalmente tende ad aggravarsi di più nelle donne, soprattutto nell’età dello sviluppo.

Quali sono le cause?

In base alla causa distinguiamo le tipologie di scoliosi. Generalmente sono sconosciute, da ciò deriva il termine “idiopatica”, con causa ignota. La scoliosi idiopatica è la tipologia di scoliosi più diffusa. Negli altri casi le cause possono essere genetica, ereditarietà, disturbi neuromuscolari e malattie genetiche.

Quali sono i sintomi?

Il dolore alla schiena è presente generalmente solo nei casi più gravi e può essere accompagnato con difficoltà nella respirazione, nel camminare e nello stare seduti. Nei casi meno gravi il soggetto presenta spalle e scapole ad altezze diverse, postura non simmetrica, la colonna vertebrale non dritta ma con curvatura o con più curvature.

Come prevenire?

Non c’è un’attività fisica che previene la scoliosi, ma delle buone abitudini e della ginnastica posturale mirata, per irrobustire la muscolatura, possono aiutare nella prevenzione. Nel caso in cui la scoliosi fosse già presente, vi consigliamo, con l’ausilio di un fisioterapista, di praticare esercizi specifici per la scoliosi. Prestate attenzione al modo nel quale state seduti alla scrivania o al modo nel quale dormite, spesso anche delle brutte abitudini, ripetute nel tempo, possono peggiorare la situazione.

Come curare?

Dipende dalla gravità della deformazione, che si misura in base ai gradi di misurazione della curvatura scoliotica. Ovviamente è importante intervenire il prima possibile.

-Nei casi più lievi 15-20% Cobb: rimodulando le vostre abitudini e iniziando un percorso specifico di terapie fisioterapiche.

-Nei casi gravi 20-35% Cobb: l’applicazione del busto per scoliosi, sono in grado di arrestare il processo di avanzamento dell’alterazione.

-Nei casi più gravi 35-40% Cobb: sarà necessario un intervento chirurgico.

 

 

Come misurare i gradi della curvatura scoliotica?

Affidatevi ad un professionista, online presentano dei modi di misurazione casalinghi, ma è meglio, per avere informazioni attendibili affidarsi ad uno specialista.

 

 

Trattamento Fisioterapico

Consigliamo la lettura di:

“Quando il mal di schiena colpisce i più piccoli”.

 

STC, Sindrome del Tunnel Carpale: sintomi, cause e cure.

La sindrome del Tunnel Carpale è una patologia molto diffusa ed interessa un canale, un piccolo tunnel all’interno del quale passano tendini e un nervo. Quando il tunnel è compromesso, causando la sofferenza di tale nervo, il nervo mediale, può verificarsi l’insorgere di tale sindrome.

Quali sono i primi sintomi?

Dolore, formicolio, rigidità nella zona del polso, della mano e delle dita (principalmente pollice, indice e medio).

Quali sono le cause?

-Predisposizione fisica, alcuni soggetti potrebbero avere un tunnel carpale molto piccolo e potrebbero sviluppare la patologia.

-Particolari attività manuali, utilizzo eccessivo del mouse per chi lavora molto al computer, suonare strumenti musicali, utilizzare strumenti manuali in generale per molte ore durante il giorno…

-Patologie, artrite reumatoide, sovrappeso, diabete…

-Lesioni nella zona interessata, causate da incidenti, traumi..

-Gravidanza.

Come intervenire?

L’importante, se possibile, è individuare la causa ed intervenire rapidamente.

L’intervento varia in base alla causa, se parliamo della gravidanza, è solo una situazione momentanea, dopo il parto, il gonfiore e la ritenzione idrica, che hanno scatenato la STC, si ridurranno e con essi anche la sindrome. Se la causa è una patologia come il diabete, bisogna intervenire sulla patologia che ha scatenato la sindrome. Negli altri casi bisogna valutare in che stato è la sindrome. Attraverso fisioterapia mirata si può migliorare notevolmente lo stato della patologia e, in moltissimi casi, evitare l’intervento chirurgico, più invasivo e riservato ai pazienti più gravi.

Chi può identificare la patologia?

Il vostro medico, fisioterapista o fisiatra.

Loro vi condurranno verso le possibili cure.

Come prevenire?

Ci sono delle piccole accortezze, che se attuate possono aiutare nella prevenzione della STC: per chi lavora al computer o con strumenti manuali consigliamo di fare delle piccole pause frequentemente e di proteggere la zona della mano con un cuscinetto, ad esempio, vicino al mouse.

 

 

STC zone colpite nella mano.

 

 

 

Scoliosi 6 Domande al Riguardo

1 Cos’è

La Scoliosi è una delle principali patologie della colonna vertebrale.
Si tratta di curve anormali,  la schiena prende una forma, vista da dietro,  di “S”.
C’è una prima curva, principale ed una di compenso.

2 Perchè si crea?

 

L’80% delle scoliosi sono idiopatiche, cioè di natura ignota.

Viene colpito il genere femminile otto volte di più.

Fra le cause conosciute ci sono:

  • fratture vertebrali,
  • disturbi nervosi o muscolari,
  • malattie che limitino il normale sviluppo delle ossa, delle articolazioni e dei legamenti,
  • malattie congenite, comprese malformazioni vertebrali,
  • artrosi o osteoporosi che possono provocare usura e deformazione delle articolazioni,
  • tumori ossei
  • malattie genetiche.

 

3 A che età si può manifestare?

 

  • Le scoliosi conseguenti malattie degenerative come l’artrosi sono tipiche della terza e quarta età.
  • Le  scoliosi congenite possono essere presenti alla nascità o manifestarsi nei primi anni di vita per l’impossibilità delle vertebre di svilupparsi correttemente.
  • Le scoliosi idiopatiche si manifestano prevalentemente fra gli 11 e i 18 anni con picco massimo fra gli 11 e i 15.

4 Quali disturbi può provocare?

 

 

Le scoliosi più lievi , le più diffuse, non provocano disturbi.

Se non peggiorano con il tempo escuso un leggero dislivello delle spalle non causano dolore o altri problemi.

Le scoliosi più gravi, non trattate, possono causare dolore, che può anche assumere caratteristiche di dolore cronico con deformità delle vertebre e delle costole, problemi polmonari, cardiaci, ansia.

Sono anche frequenti problemi come parestesie o perdita di forza ad una parte del corpo per schiacciamento di terminazioni nervose.

 

 

5 Come avviene la diagnosi?

 

 

Il medico curante indirizzerà ad uno specialista ortopedico.

La visita può comprendere diversi test, come il test di flessione in avanti per valutare la comparsa del cosiddetto gibbo.

Verrà compiuta una anamnesi personale e familiare per considerare eventi traumatici o malattie che potrebbero aver concorso al manifestarsi della scoliosi.

Indagini ulteriori potranno comprendere:

-radiografie con  calcolo dell’angolo di Cobb, ovvero calcolo dei gradi della curva principale. Superiore a 10 gradi si ha la diagnosi di scoliosi

-risonanza magnetica

-tac

 

 

6 Le cure

 

La cura più indicata dipende dalle cause e dall’età del soggetto.

Fisioterapia specializzata è indispensabile.

Il fisioterapista attraverso metodiche sperimentate aiuterà la colonna a trovare il suo equilibrio.

Fra i trattamenti conservativi potrà essere indicato un busto, ne esistono deiversi modelli secondo le indicazioni dello specialista e la fisioterapia specialistica per la terapia della scoliosi.

Nei casi più seri o che rispondano male ai trattamenti conservativi l’ortopedico potrà consigliare l’intervento chirurico che stabilizzerà le vertebre coinvolte.