Fisioterapia Domiciliare a Roma

Il dolore al Piriforme

Quella che viene chiamata  la”sindrome del Piriforme” si manifesta con un dolore importante che può avere caratteristiche di dolore profondo, simile a un livido o più acuto come se strappasse ad ogni movimento nella zona dei gluteo, dell’anca e della coscia.
Facilmente viene confuso con la cosiddetta sciatalgia, ovvero infiammazione del nervo sciatico ma la differenza fondamentale è che il dolore è provocato da un muscolo, il nervo sciatico può dolere in maniera secondaria, per la compressione del piriforme, invece nella vera sciatalgia il nervo sciatico è infiammato e compresso spesso in sede della colonna vertebrale.

 

SINTOMI

I sintomi possono includere:
  • dolore acuto alla pressione diretta;
  • dolore profondo, come un livido nella regione glutea, quasi sempre da un solo lato;
  • parestesie lungo il decorso del nervo sciatico e di altri nervi più superficiali della coscia per la compressione dovuta al piriforme;
  • dolore lombare a causa della rigidità della regione dell’anca dolore che si irradia alla coscia.
Il Piriforme, altro nome Piramidale, deve il suo nome alla forma che ricorda una piccola pera o una piccola piramide, si trova in profondità nella regione glutea dell’anca in posizione molto ravvicinata al nervo sciatico, il nervo più grande del corpo.

Il dolore può insorgere improvvisamente, dopo uno sforzo improvviso o come conseguenza di sforzi prolungati nel tempo.

Incidono lo stile di vita, poco movimento e postura sbagliata che vada a sovraccaricare la zona.

Frequentemente può dare faastidio durante la gravidanza per la fatica e l’aumento di peso.

Esistono diversi test per differenziare se si tratti di Piriforme o infiammazione del nervo Sciatico.

Il test di Lasegue è il più usato e il piu sempice da eseguire per escludere che possano esserci compressioni sulle radici dello sciatico.

Il test FAIR  misura la conduzione del nervo sciatico sottoposto a compressione del Piriforme.

CURA

 

Il dolore del Piriforme trae grande giovamento dagli allungamenti ma data la posizione risulta complicato eseguirli autonomamente.

Potrà essere importante rivolgersi ad un fisioterapista competente che possa trattare il muscolo così da ripristinare il movimento, ridurre il dolore e il rischio di recidive.

Il fisioterapista insegnerà un certo numero di esercizi ed che eseguiti quotidinamente potranno aiutare a riprendere una vita attiva.

Il riscaldamento prima di svolgere attività sportiva.

L’uso degli antidolorifici dovrà essere valutato dal medico, è molto importante che non vengano usati per continuare a compiere sforzi prolungati  o che siano considerati la soluzione: così come per gli sforzi eccessivi anche l’eccessiva sedentarietà può condurre alla Sindrome del Piriforme, per questo una attività leggera è assolutamente consigliata.

Il rischio di recidive è molto alto, il Piriforme, una volta infiammato può impiegare anche molto tempo per tornare alla normalità.

 

 

Anterolistesi e Spondilolistesi

Definizione

L’Anterolistesi o Spondilolistesi è  un allineamento anomalo delle ossa nella colonna vertebrale e di solito colpisce la zona lombare.

Si verifica quando una vertebra superiore scivola di fronte a quella sottostante.

Il dolore è spesso il primo sintomo: le vertebre non allineate possono pizzicare i nervi e questo può avere conseguenze dolorose e debilitanti; l’anterolistesi colpisce anche altre parti del corpo, come le braccia o le gambe.

Esiste una scala di valutazione per l’anterolistesi, che va da lieve a grave, il trattamento può variare dal riposo a letto alla chirurgia.

 

 

CAUSE

L’anterolistesi può essere causata da uno sforzo  improvviso o può essere causata da un intenso esercizio fisico nel tempo.

Anche le fratture possono essere  la causa primaria: queste possono essere il risultato di un trauma in conseguenza di un incidente automobilistico o di una caduta;

Prolungati esercizi fisici, come per esempio quelli previsti nel bodybuilding possono far sviluppare nel tempo questa patologia.

L’invecchiamento è un’altra causa comune di anterolistesi.; questo si verifica naturalmente nel tempo poiché la cartilagine tra le vertebre si indebolisce e si assottiglia.

L’anterolistesi può anche essere collegata a condizioni di base come le ossa deboli, l’artrite oi tumori.

 

SINTOMI

I sintomi di anterolistesi dipenderanno dalla quantità di slittamento e dalla parte della colonna vertebrale in cui si è verificato lo slittamento.

L’anterolistesi può causare dolore localizzato costante e grave, oppure può svilupparsi e peggiorare nel tempo.

Il dolore può essere persistente e spesso colpisce la zona lombare o le gambe; problemi correlati sono inoltre quelli che coinvolgono la  mobilità ridotta a causa del  dolore, che può causare inattività e aumento di peso con conseguente perdita di densità ossea e forza muscolare; in aggiunta anche la flessibilità in altre aree del corpo può essere compromessa.

 

ULTERIORI SINTOMI

  • spasmi muscolari
  • sensazioni pulsanti o pizzicanti
  • dolore
  • debolezza

 

SINTOMI GRAVI

  • Difficoltà a camminare,
  • perdita della funzione della vescica o dell’intestino 

 

Diagnosi

La sospetta anterolistesi può essere diagnosticata usando raggi X, scansioni TC o risonanze magnetiche.

Un medico specialista diagnosticherà l’anterolistesi usando un esame fisico e una valutazione dei sintomi della persona; l’esame di solito include un controllo dei riflessi.

 

 

SCALA DI VALUTAZIONE

Il successivo  passo dopo la diagnosi è stabilire l’entità del danno.

La seguente scala di valutazione viene utilizzata per determinare la gravità della condizione e il trattamento richiesto.

  • Grado 1: meno del 25%  di slittamento
  • Grado 2: dal 26 al 50% di slittamento
  • Grado 3: slittamento del 51-75%
  • Grado 4: 76% o più di slittamento

Ci sono rari casi di slittamento del 100% quando la vertebra superiore scivola completamente da quella sottostante.

 

 

TRATTAMENTO

I medici basano un piano di trattamento sul grado di slittamento.

Le persone con slittamento di grado 1 e 2 di solito presentano sintomi lievi e il trattamento mira ad alleviare il dolore e il disagio; gli slittamenti di grado 3 e 4 sono considerati gravi e potrebbero richiedere un intervento chirurgico.

Le opzioni di trattamento per un lieve slittamento possono includere un breve periodo di riposo a letto, esercizio delicato e antidolorifici; i casi gravi possono richiedere la terapia chiropratica e la chirurgia che, in ogni caso, è considerata l’ultima risorsa.

 

Riposo:

Il riposo a letto può aiutare a superare casi lievi di anterolistesi. La partecipazione a sport e attività quotidiane faticose dovrebbe essere fermata completamente fino a che il dolore non scompare; il riposo può anche aiutare a prevenire ulteriori ulteriori slittamenti o danni alle vertebre.

Farmaci:

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono essere usati per trattare il dolore e l’infiammazione causati dall’anterolistesi; in caso di dolore più acuto, possono essere necessari steroidi e oppioidi, gli steroidi epidurali iniettati direttamente nella parte posteriore possono ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore.

 

Terapia fisioterapica

I sintomi complicati possono essere trattati con la terapia fisica, spesso insieme a un programma di esercizi.

È possibile utilizzare un tutore o un supporto per la schiena per stabilizzare la zona lombare e ridurre il dolore.

Il trattamento fisioterapico può aiutare a riportare la vertebra nella sua posizione originale.

Gli esercizi sono di solito effettuati in concomitanza con la terapia fisica; l’esercizio fisico può aumentare il movimento senza dolore, migliorare la flessibilità e sviluppare la forza nei muscoli della schiena.

Sono previsti  esercizi di stabilizzazione al fine di mantenere la mobilità della colonna vertebrale, rafforzare i muscoli addominali e dorsali e minimizzare il movimento doloroso delle ossa nella spina dorsale colpita.

 

Chirurgia:

La chirurgia è l’ultima risorsa nel trattamento di anterolistesi.

Potrebbe essere necessario se la vertebra continua a scivolare o se il dolore persiste nonostante altri trattamenti.

La chirurgia può comportare la regolazione delle vertebre con piastre, fili, barre o viti.

 

 

FATTORI DI RISCHIO

Gli sport a basso impatto come il nuoto e il ciclismo possono ridurre il rischio di sviluppare l’anterolistesi.           

Le persone anziane hanno maggiori probabilità di essere colpite da anterolistesi.

Di solito si verifica nelle persone di età superiore a 50 anni, con le donne che segnalano un tasso di sviluppo più veloce.

Le persone che intraprendono un’attività fisica intensa aumentano il rischio di contrarre l’anterolistesi. Questi includono in particolare atleti e sollevatori di pesi.

QUINDI

 

  • evitare gli sport  con forte stress per la colonna vertebrale
  • preferire sport come il nuoto e il ciclismo
  • mantenere un peso normale

 

 

Il trattamento  di mantenimento non chirurgico per casi lievi di anterolistesi ha successo in circa l’80% dei casi.

 

 

 

ultrasuono terapia

La Borsite della spalla

La borsite della spalla è un’infiammazione dolorosa nell’articolazione della spalla ; è comune, curabile e spesso guarisce in pochi mesi, riposo e esercizi delicati possono accelerare il recupero.

La borsite è un’infiammazione delle borse: piccole sacche piene di liquido  vicino alle articolazioni.

Agiscono come un cuscino tra le parti in movimento nell’articolazione per impedire ai muscoli, alle ossa e ai tendini di sfregare e fare attrito.

Quando una borsa della spalla si irrita, diventa infiammata e cresce di dimensioni, ciò significa che c’è meno spazio nella spalla per far muovere i muscoli e i tendini, il  che può causare dolore e  perdita di movimento nella spalla; l’uso eccessivo  della spalla,  un infortunio o  patologie croniche  come l’artrite reumatoide, può causare la borsite della spalla.

 

Sintomi

La borsite della spalla può causare sintomi come un limitato range di movimento nella spalla e dolore alla punta della spalla.

I sintomi chiave della borsite della spalla includono:

  • dolore intorno, all’esterno o alla punta della spalla
  • dolore quando viene toccata la spalla
  • gamma ridotta di movimento nell’articolazione della spalla
  • gonfiore e arrossamento intorno alla spalla
  • dolore alla spalla quando il braccio è sollevato

Il dolore può peggiorare di notte, specialmente quando il peso grava sulla spalla interessata, oppure si aggrava dopo una temporanea immobilizzazione della parte.

 

La borsite della spalla è più comune nella borsa subacromiale (sulla sommità della spalla).

 

Trattamento

I seguenti trattamenti possono aiutare con borsite della spalla:

  • Anti-infiammatori
  • Riposo: la riduzione del movimento della spalla può impedire alla borsa di irritarsi e dargli il tempo di guarire; un sostegno o un tutore possono essere utili, anche se alcuni delicati esercizi sono consigliati al fine di  impedire all’articolazione di irrigidirsi.
  • Impacchi di ghiaccio: quando i responsabili della borsite sono un trauma o un uso eccessivo della spalla può aiutare effettuare impacchi freddi per i primi 5 giorni. Applicare il ghiaccio ogni 15 o 20 minuti a intervalli di 4-6 ore per ridurre il dolore e il gonfiore.
  • Infiltrazioni: se i sintomi persistono, il medico specialista effettuare delle infiltrazioni con acido ialuronico o corticosteroidi. Gli effetti possono essere temporanei, ma il trattamento può essere ripetuto più volte.
  • Chirurgia: quando la borsite della spalla è a lungo termine e non risponde al trattamento dopo 6 / 12 mesi, la chirurgia può essere suggerita come opzione finale. L’intervento può riparare i danni e ridurre la pressione nella borsa.

Esercizi:

Un fisioterapista esperto può aiutare a ridurre il rischio di lesioni e assicurare una pronta guarigione.

Una volta che il dolore inizia a diminuire  alcuni delicati esercizi di rafforzamento possono accelerare il recupero. Fare esercizi quotidiani può mantenere attiva la spalla senza esercitare troppa pressione sull’articolazione.

 

Cause e fattori di rischio

La causa più comune della borsite è il movimento ripetitivo o l’uso eccessivo dell’articolazione della spalla, ma anche lesioni fisiche, come  una caduta, possono essere causa di questa patologia.

Gli hobby che mettono ripetuti stress sulla spalla, come il tennis, il lavoro a maglia e l’allenamento con i pesi possono aiutare l’insorgere della borsite, come anche le professioni manuali che prevedono un uso reiterato della parte; inoltre particolari condizioni mediche possono essere concause della borsite , fra queste  l’artrite reumatoide, il diabete e la gotta.

 Tempi di recupero

Quando la borsite della spalla è causata da una lesione fisica, può essere trattata entro pochi giorni, mentre Il tempo di recupero è più lungo se la borsite è causata da un uso eccessivo: potrebbero essere necessarie alcune settimane per guarire, soprattutto se l’articolazione della spalla è ancora in uso.

Naturalmente la patologia può essere aggravata da  altri problemi alla spalla, inclusi tendiniti o problemi alle ossa, in questo caso i tempi di recupero sono maggiori.

 Diagnosi

 

Esami fisici: un medico può diagnosticare la borsite attraverso la verifica della posizione del dolore, la forza muscolare e l’attuale gamma di movimento nell’articolazione della spalla.

Radiografia: una radiografia non osserva la borsa stessa, ma può essere usata per escludere il danno alle ossa o l’artrite come possibili cause di dolore alla spalla e questo può essere molto importante per scegliere il giusto tipo di trattamento.

Scansioni RM: una risonanza magnetica può mostrare qualsiasi infiammazione nella borsa o qualsiasi danno all’osso e al tessuto circostante, anche se le scansioni RM spesso non sono necessarie per la diagnosi.

 

 Prevenzione

La chiave per prevenire la borsite della spalla sta nel ridurre lo sforzo eccessivo sull’articolazione della spalla; in ogni caso le seguenti strategie di prevenzione possono aiutare:

  • riscaldare e allungare la spalla prima di esercitare o usare l’articolazione;
  • rinforzare ripetutamente i muscoli della spalla con esercizi delicati ;
  • iniziare con lenta progressione una nuova attività che metta a prova l’articolazione della spalla;
  • fare  pause frequenti nel lavoro
  • migliorare la postura con lo scopo di mantenere i muscoli della spalla attivi e ridurre la pressione articolare.

Un recupero completo dalla borsite della spalla è possibile, i sintomi di solito scompaiono entro poche settimane.

La borsite della spalla di solito risponde bene al riposo e ai farmaci antinfiammatori.

In ogni caso quando è compresente  un altro problema alla spalla, come problemi alle ossa o tendinite, può essere necessaria una terapia fisica a lungo termine.

 

Lesione del nervo radiale

 

Qual è il nervo radiale?

Un po di anatomia

Il nervo radiale percorre la parte posteriore del braccio e controlla il movimento del muscolo tricipite  che estende il gomito

E’ responsabile dell’estensione del polso e delle dita e controlla anche la sensazione in una parte della mano.

Lesioni al nervo radiale possono causare una sofferenza del nervo e possono essere provocate da traumi fisici, infezioni, malattie metaboliche e intossicazioni.

Per completezza va precisato che la neuropatia può essere provocata anche da intossicazioni da metalli pesanti.

I sintomi comprendono intorpidimento, formicolio o dolore bruciante

Può essere presente debolezza o difficoltà nel muovere la mano.

Cause di lesioni 

Le lesioni al nervo radiale possono essere causate da molti fattori:

  • fratture dell’ omero,
  • pressione diretta sul nervo per un lungo periodo
  • traumi diretti anche senza frattura
  • diabete,
  • carenze vitaminiche anche dovute ad alcolismo
  • malattie del rene e del fegato

 

Sintomi

Dolore acuto o bruciore, parestesie come intorpidimento e formicolio e difficoltà a estendere il gomito.

Diagnosi 

Lo specialista effettuerà test per la diagnosi differenziale.
Forza e sensibilità saranno valutate nel corso della visita.

Potrà richiedere esami del sangue, una tac, una RM o una elettromiografia per verificare la conduzione del nervo.

Trattamento

Il trattamento dipenderà dalle cause.

In caso di frattura il braccio sarà immobilizzato, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico e verrà monitorato nel tempo il recupero della lesione nervosa.

Potrà essere utile un intervento fisioterapico  qualora la causa fosse da ricercare in atteggiamenti posturali che abbiano portato ad una pressione sul nervo o la presenza di cicatrici che andranno “ammorbidite” per liberare il nervo.

Lo specialista potrebbe richiedere un intervento chirurgico qualora la causa della compressione non fosse risolvibile in altri modi ad esempio presenza di una cisti o di un tumore.

In caso di lesione da intossicazione da metalli pesanti o alcolici, oppure quando la causa sia da ricercare in malattie come il diabete il trattamento prevederà la cura del fattore scatenante.

 

Intervista D.ssa Pagliaccia

 

Intervista D.ssa Pagliaccia: il recupero delle funzioni assicura una buona qualità della vita.

Dopo un evento come un Ictus o una diagnosi di Parkinson si pensa che tutto cambierà e nulla sarà più come prima.

Ma non tutto è perduto. le nuove metodologie offrono oggi la possibilità di recuperare una buona qualità della vita imparando a sviluppare nuovamente quelle funzioni che si credevano perse per sempre.

 

 

 

 

La Meralgia Parestesica

La meralgia parestesica rientra nelle patologie da intrappolamento dei nervi periferici.

La localizzazione è chiarita dal nome: meros, coscia e algos, dolore, quindi si parla di dolore cutaneo alla coscia.

Il nervo cutaneo femorale laterale può rimanere intrappolato al di sotto del legamento inguinale, le cause non sono chiare, l’obesità è un fattore predisponente, la gravidanza e le aderenze conseguenti interventi chirurgici all’addome sono altre possobili cause.

Altro fattore risulta essere il diabete.

 

Anatomia

 

Il nervo origina fra le vertebre L2 / L3 e viaggia verso il basso, lateralmente al muscolo psoas.

Attraversa il muscolo iliaco fino alla fascia e quindi passa attraverso o sotto la parte laterale del legamento inguinale.

Corre superficialmente e si divide in rami anteriori e posteriori per innervare la coscia laterale.

L’incidenza è  stimata in 4,3 su 10.000.

Si verifica più comunemente nelle persone di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

Colpisce maggiormente il genere maschile. 

La meralgia parestetica può manifestarsi in gravidanza e nell’obesità. Può essere il risultato di traumi, interventi chirurgici.

La maggior parte dei casi è idiopatica, anche se un’incidenza maggiore è riscontrata in casi di diabete.

 

I sintomi

 

L’intrappolamento causa bruciore o intorpidimento lungo la faccia laterale superiore della coscia, in genere i sintomi peggiorano stando in piedi .

 

La diagnosi

 

Il dolore può essere riprodotto dalla palpazione profonda appena sotto la spina iliaca  anteriore  e anche dall’estensione dell’anca, trattandosi di un nervo sensitivo non compare debolezza.

 

Diagnosi differenziale

 

La diagnosi richiede attenzione, infatti Il dolore nella coscia laterale può anche sorgere dalla parte posteriore o dell’anca.

È importante provare la palpazione profonda internamente alla spina iliaca anteriore e l’estensione dell’anca.

Il test di compressione pelvica è altamente sensibile e la diagnosi può essere fatta spesso con questo test da solo.

Uno studio della  conduzione nervosa può essere utile .

La neurografia RM del nervo cutaneo laterale può essere utilizzata per aiutare nella diagnosi .

 

Le terapie

 

La meralgesia idiopatica parestesica di solito migliora con  la rimozione di agenti compressivi e la somministrazione di  antiinfiammatori e, se necessario, iniezioni locali di corticosteroidi .

La stimolazione del nervo elettrico transcutaneo (TENS) potrebbe risultare utile .

Altre terapie fisiche riportate come utili per alleviare i sintomi cronici comprendono mobilizzazione / manipolazione del bacino, terapia miofasciale del retto femorale e ileopsoas, massaggio del legamento inguinale, esercizi di stretching per la muscolatura dell’anca e del bacino.

Se il dolore è grave, deve essere presa in considerazione la decompressione operatoria.

 

La Riabilitazione Neurocognitiva

Una Neuroscienza al servizio della salute

La Riabilitazione da eventi traumatici,  post ictus e il recupero di uno stile di vita appagante in persistenza di un morbo di Parkinson sono possibili.

Accompagniamo il paziente  lungo un percorso riabilitativo che è considerato tra i più all’avanguardia ed efficaci, che comprende esercizi fisici e cognitivi mirati al recupero delle funzionalità perse.

In questa intervista illustriamo  le basi e le tecniche utilizzate per il recupero neurocognitivo secondo il Metodo Perfetti.

 

Intervista Riabilitazione Neurocognitiva

 

ARTROSI

 

 

Parliamo di artrosi quando  siamo in presenza di una patologia  articolare evolutiva,  che prende avvio  dalla cartilagine per poi coinvolgere  altri componenti dell’articolazione; l’insorgenza media è intorno ai 40 anni nell’uomo e dopo i 55 nella donna.

L’artrosi trova essenzialmente la sua localizzazione  soprattutto nella articolazioni di carico, e trovano come bersaglio iniziale principale le mani, ma possono svilupparsi anche nella articolazione  coxofemorale (dell’anca), nella rachide cervicale e lombare, oltre che nel gomito, nella caviglia e nel ginocchio.

Principalmente questa patologia si suddivide in primitiva e secondaria; l’a.primitiva  grava su articolazioni normali,  senza che vengano riscontrate particolari cause meccaniche o biologiche tali da giustificare il processo degenerativo; l’a.secondaria è invece legata a patologie responsabili dell’alterazione  meccanica o biologica dell’articolazione particolarmente incidenti  sulla cartilagine; tra queste ultime sono annoverate  le deformità assiali degli arti, sia congenite che acquisite in conseguenza di fratture o alterazioni vascolari epifisarie, le malattie congenite o dell’accrescimento, le malattie infiammatorie e infettive dell’articolazione, alcune malattie endocrine, come anche le neuropatie periferiche e le instabilità a carattere post traumatico; una menzione a parte merita inoltre l’obesità, non di rado responsabile  dello sviluppo e/o aggravamento dell’artrosi sia primaria che secondaria.

Sintomi ricorrenti: 

  • Dolore
  • Idrartro (versamento sieroso)
  • Rigidità articolare
  • Osteofiti
  • Eventuale deformità articolari (se aggravatasi nel tempo) 

 

 

Il trattamento è vario a seconda della gravità della malattia:

terapia farmacologica:

Prevede l’uso degli anti infiammatori non steroidei (FANS), anche se il loro effetto è  temporaneo e l’uso deve essere limitato alle fasi di riacutizzazione della malattia, in associazione eventualmente con idonei gastroprotettori ;  controverso è il ricorso all’acido ialuronico anche se è dimostrato agire sulla sintomatologia dolorosa;  le infiltrazioni cortisoniche risultano essere più efficaci, anche se da somministrare a cicli di due/tre per non causare ulteriori danni cartilaginei.

 

Terapia fisica e riabilitazione:

Indicata in questi casi è la cinesiterapia sia attiva che passiva , essenzialmente per limitare  l’ipotrofia muscolare  ed eventuali contratture dolorose capaci di fissare le articolazioni in posizioni non funzionali; se parliamo del rachide è opportuno  mobilizzare le articolazioni oggetto della patologia e implementare il trofismo dei muscoli paravertebrali e addominali, lavorando al contempo sulla postura.

 

Trattamento chirurgico:

In caso di aggravamento della malattia è possibile il ricorso ad interventi  mirati (artroplastiche, innesti osteocondrali, Osteotomie etc) da valutare caso per caso, a seconda delle caratteristiche della patologia e della sua localizzazione.

 

LE CERVICALGIE

 

 

Il dolore cervicale

Quando parliamo di di cervicalgia facciamo riferimento principalmente a due condizioni: la discopatia degenerativa ( o raramente un’ernia discale mediana), e la patologia artrosica articolare.

Nel primo caso i livelli C5-C6 e C6-C7 sono i più frequentemente coinvolti, e spesso  sono presenti anche osteofiti marginali anteriori del corpo vertebrale.

Le tipologie di cervicalgia sono le seguenti:

  1.  acuta

  2.  cronica

  3.  ricorrente

Nelle discopatie ricorre più frequentemente la forma acuta, mentre quella cronica è più presente nelle artropatie.

I sintomi che caratterizzano le cervicalgie sono solitamente il dolore, con insorgenza da pochi giorni a settimane provocato dalla pressione  sulle apofisi spinose e sui muscoli paravertebrali e la riduzione della mobilità del collo a  cui a volte si associa del torcicollo a causa della contrattura muscolare.

Per il trattamento delle forme acute è prevista la somministrazione  di antinfiammatori e decontratturanti, è altresì consigliato il ricorso a pratiche fisioterapiche, in particolare approcci come il metodo Mezieres.

Qualora la cervicalgia abbia origine da posture scorrette, è bene intervenire correggendole con adeguata ginnastica posturale.

In casi ove il dolore sia particolarmente persistente,  è particolarmente indicata la fisioterapia antalgica, capace di dar sollievo già dalle prime sedute.

Le diagnosi differenziali, oltre a casi rari dovuti a tumori o infezioni, possono intervenire in alcuni soggetti in età giovanile in cui non ci siano risultanze particolari  con i mezzi diagnostici in vigore; in questi casi spesso la cervicalgia è dovuta a ad alterazioni posturali e/o ipocinesi del collo, facilmente riscontrabile, per es., nei soggetti dediti a lunghe sedute al computer; qualora questa sia la diagnosi, il trattamento  lo stesso di quello delle forme degenerative.

RESTART COME CURA LOCKDOWN COVID 19

         

IL RESTART FISIOTERAPICO COME CURA PER GLI ANZIANI FERMATI DAL LOCKDOWN DOVUTO AL COVID19

Possiamo senza dubbio partire da quì per tracciare una strada che ci aiuti a contenere gli effetti deleteri del Lockdown e della pandemia legata al Covid 19, il Restart và infatti considerato come la cura di tali effetti.

 

Il Restart Fisioterapico è costituito da un insieme di terapie, ginnastica, respirazione e una generale presa in carico destinate ad una persona che a causa di un malattia, intervento o periodo di allettamento abbia perso l’autonomia. 

Sono interventi rapidi, dove se possibile, viene richiesto il supporto dei familiari.

Il fine è di rendere di nuovo autosufficiente, nel più breve tempo possibile, il paziente.

Il  Restart Fisioterapico come cura contro l’inattività legata al Lockdown dovuto al Covid 19  è diventato un dato di fatto  soprattutto nella popolazione anziana. Inizialmente vista con scetticismo , consideratoa a volte di secondo piano , rispetto ad altre terapie tipiche della Fisioterapia Domiciliare in particolar modo. Oggi le cose sono cambiate , la pratica è molto diffusa , e la sua diffusione come spesso avviene è partita da quei paesi dove la sedentarietà è maggiormente diffusa.

Ovviamente parlare oggi di Restart come cura  implica tutta una serie di considerazioni , circa la progressività del trattamento che nella pratica fisioterapica trova una varietà di procedure attuative le quali dipendono dalla specificità del problema che il fisioterapista si trova a davanti. Quindi qualsiasi approfondimento è rimandato alla particolarità .

il Restart Fisioterapico deve essere effettuato da un Fisioterapista , dietro prescrizione di un medico specialista, ovviamente la personalizzazione  del trattamento è fondamentale e deve essere correlata alla specifica patologia.

Nella medicina moderna riveste un ruolo fondamentale , soprattutto in funzione della prevenzione dell’invecchiamento precoce, infatti la gran parte della popolazione anziana , oggi più che mai a seguito del persistere del Lockdown causato dal Covid 19 presenta sintomatologie curabili con il Restart.

Ecco perchè viene largamente utilizzato anche a scopo di prevenzione, per soggetti costretti a lunghi periodi di inattività .

Oggi più che mai attuale , infatti a seguito della pandemia legata alla diffusione del COVID 19, molti anziani – loro malgrado – sono stati costretti a rimanere chiusi in casa , questo periodo di inattività forzata, piò essere appunto curata con specifici interventi di Restart , che la Fisioterapia anche domiciliare , ci consente.